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Anna
Galant freelance translations, interpreting, courses
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Traduzioni/Interpretariato/Insegnamento polacco/Consulenza Make-up/Translations/Interpreting/Polish courses/Make-up Consulting
Nata ancora all'epoca della scuola elementare, accresciuta nel tempo con l'evolversi della coscienza del enorme potenziale che offre la capacità di parlare e pensare in diversi codici linguistici e dell'aumentare della curiosità del mondo, la mia grande passione per le lingue, la comunicazione e la traduzione si è sempre tradotta in uno studio approfondito, analisi, confronto ed infine, l'applicazione di quanto progressivamente assorbito. Oggigiorno, diversamente dai tempi lontani dall'era dell'informatica e delle telecomunicazioni e, senza dubbio, in maniera privileggiata, il mondo può godere della condivisione di esperienze diverse (tale potenziale, conoscenza e cultura di ogni singola località avente le proprie peculiarità, conoscenze e visione del mondo) proprio grazie alla traduzione! Potersi esprimere in diverse lingue apre la mente, dà la possibilità di sviluppare nuovi pensieri, di vedere il mondo con un occhio diverso, nuovo ed innovativo, di avere uno sguardo più completo, profondo e meticoloso. Il lavoro di traduzione ha facilitato, oserei addirittura constatare, reso possibile nei secoli gli scambi tra i popoli, di qualisiasi genere essi fossero: culturale, commerciale, scientifico, sociale ecc. Il contributo della traduzione, anche se a volte sottovalutato, ha di conseguenza un valore inestimabile per l'umanità. E non è facile tradurre. Non si può nemmeno mai parlare di una traduzione esatta. Vuoi la prova del 9? Digita "pane" ed esegui questa ricerca con il google immagini. Dai un'occhiata alle foto che appaiono. Ora scrivi "chleb" e chiedi a google di mostrarti i risultati. Noti la differenza? Anche se, essenzialmente, le foto di "chleb" e "pane" si somigliano, nell'immaginario dei 2 popoli, nelle loro menti, mentre pronunciano o pensano alla parola "pane", appaiono immagini, forme, associazioni e sapori alquanto diversi. In questo particolare caso, effetuiamo un'analisi confrontando 2 lingue indoeuropee. Se dovessimo invece ricercare la medesima parola in arabo(خبز), la differenza apparirebbe già più pronunciata (il "problema" diventa ulteriormente complesso quando ci ritroviamo di fronte alla traduzione dei concetti o realtà inesistenti in tutti i codici linguistici, relativi alle peculiarità locali, piatti tipici, tradizioni, fenomeni climatici ecc.). Ma è sempre giusto tradurre "pane". Naturalmente a patto che coscientemente si accetti che la traduzione in qualche modo "privi" l'originale di quell'aurea dell'estraneo ed esotico. D'altronde, noi: traduttori ed interpreti, non possiamo pretendere dai destinatari del testo di arrivo una conoscenza profonda degli usi e costumi dei popoli che parlano la lingua di partenza. Siamo pertanto traduttori o traditori quando traduciamo? Ci incarichiamo di una responsabilità gigantesca ed affrontiamo un compito davvero arduo!
E pure io traduco con tanta passione! E il lavoro di traduzione diventa ancora più stimolante proprio per il fatto di essere impossibile. O quasi...
Riuscire
a intendersi e capire
E' capitato a chiunque malinterpretare qualcuno; e se quel qualcuno ci parlasse un'altra lingua, la malinterpretazione potrebbe arrivare persino all'incomprensione totale!





